Archivi per la categoria ‘INTERCULTURA’

LA ROMANIA

La Romania è uno stato nel sud-est dell’Europa.

La Romania confina a nord-est con l’Ucraina e la Repubblica di Moldavia, ad ovest con l’Ungheria e la Serbia e a sud con la Bulgaria.

La Romania possiede anche 244 Km di litorale sul Mar Nero.

La Romania fa parte dell’Unione europea dal 1° gennaio 2007.


GEOGRAFIA

Gran parte della frontiera romena a sud e a sud-ovest è formata dal Danubio.

Il Danubio ha come affluente il fiume Prut che forma il confine con la Repubblica di Moldavia a nord-est, dove la foce del fiume sul Mar Nero delimita anche il confine con l’Ucraina.

I monti Carpazi dominano gran parte della Romania soprattutto a Nord-Ovest disponendosi a ferro di cavallo.

Le città principali sono: Bucarest, Cluj-Napoca, Costanza, Oradea, Craiova, …

La grande maggioranza della popolazione è romena.

Vi sono minoranze ungheresi, rom, ucraine, tedesche, turche  tatre, russe e serbe.

La Romania è una repubblica democratica semi-presidenziale nella quale le funzioni esecutive vengono ripartite fra il presidente e il primo ministro.

Secondo la costituzione  del 1991 la Romania è una repubblica presidenziale.

LA BANDIERA

La bandiera è un tricolore composto da tre bande verticali uguali blu, gialla e rossa. I colori risalgono a quando la Romania nacque dall’unione tra la Moldavia e quella di Valacchia che già dal 1834 avevano dei loro colori e stemmi. Quando si decise l’unità nel 1848 i colori furono riuniti in quella che oggi è l’attuale bandiera con tre bande verticali di ispirazione francese.

STEMMA DELLA ROMANIA

Lo stemma della Romania, adottato dal Parlamento rumeno il 10 settembre 1992, è basato sulla versione minore dello stemma del Regno di Romania. Come elemento centrale mostra un’aquila che tiene una croce nel becco, nonchè una mazza ed una spada tra gli artigli. E’ inoltre composto dai tre colori  rosso, giallo e blu, che rappresentano quelli della bandiera nazionale.

FESTE

CAPODANNO                                    31DICEMBRE 1°GENNAIO

PASQUA                                                   APRILE/MAGGIO

FESTA DEL LAVORO                        1°MAGGIO

FESTA NAZIONALE                          1°DICEMBRE

NATALE                                               25DICEMBRE

FESTE TRADIZIONALI

FESTA DEGLI INNAMORATI              24 FEBBRAIO

FESTA DELL’ARRIVO DELLA PRIMAVERA  1°MARZO

FESTA DELLE DONNE                                 8MARZO

FESTA DEI MORTI                                          1°NOVEMBRE

LA VISITA DI NONNA SILVIA

Oggi 25 marzo è venuta a trovarci nonna Silvia.

Nonna Silvia è la nonna del nostro compagno Alex.

E’ venuta dalla Romania in occasione delle feste pasquali.

Nonna Silvia ci ha parlato delle tradizioni, degli usi e dei costumi della sua terra e abbiamo notato che alcuni sono simili ai nostri, altri completamente diversi.

E’ stata molto gentile e disponibile ed ha risposto a tutte le nostre domande.

La nonna, però, parla soltanto romeno e la mamma di Alex ha fatto da interprete, perchè lei parla perfettamente l’italiano.

Ci ha insegnato alcune parole, per esempio:

grazie   MERSI

buona sera    BUNA’ SEARA

ciao    PA

mangiare    MANCARE

pane   PIINE

acqua    APA’

INTERVISTA ALLA NONNA

COME SI CHIAMA ?

Mi chiamo Silvia.

DA DOVE VIENE ?

Dalla Romania.

VIENE SPESSO IN ITALIA ?

Sì, una volta all’ anno.

LE PIACE IL NOSTRO PAESE ?

Sì.

E’ MOLTO LONTANO IL SUO PAESE ?

Sì, sono circa duemila chilometri.

SENTE LA MANCANZA DI SUA FIGLIA E DEI SUOI NIPOTINI ?

Sì, soprattutto dei miei nipotini.

E’ VENUTA IN OCCASIONE DELLE FESTIVITA’ PASQUALI ?

Sì, perchè in Romania è molto importante la Pasqua.

QUALI PIATTI O DOLCI TIPICI PREPARA ?

La colomba, la torta pasqualina dolce e le uova colorate.

QUAL E’ IL SUO CIBO ITALIANO PREFERITO ?

La pizza e i tortellini.

CONOSCE DEI VOCABOLI ITALIANI ?

Sì, le parole di cortesia  e i saluti.

QUAL E’ IL SUO COLORE PREFERITO ?

Il viola.

HA MAI INDOSSATO I VESTITI TRADIZIONALI DEL SUO PAESE ?

Sì, quando facevo le recite a scuola.

QUAL E’ IL SUO SPORT PREFERITO ?

La pallavolo.

COSA LE PIACE DELL’ ITALIA ?

La natura, i paesaggi e i bambini, perchè ho lavorato come pediatra e direttrice di una scuola dell’ infanzia.

LE PIACEREBBE IMPARARE L’ ITALIANO ?

Sì , ma sono grande e farei troppa fatica.

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GRAZIE NONNA SILVIA.


LA TORTA ERA SQUISITA !!!


Classe quinta B


CAPODANNO IN ECUADOR

In Ecuador per festeggiare Capodanno si preparano dei pupazzi giganteschi fatti di carta per bruciarli.

Sono molto colorati e buffissimi perché sono i personaggi dei cartoni e anche persone famose  diventati molto grandi;per prepararli servono al massimo due giorni.

Alcune persone invece si occupano dei preparativi per festeggiare e ballare.

Il giorno di Capodanno preparano la musica e allestiscono un tipo di prato per  ballare.

Alle 20.00 si mangia e alle 21.00 si va nel prato a ballare;

alle 24.00 si mangiano 12 chicchi d’uva e le coppie di fidanzati si baciano.

Fino alle 7.00 si balla, fino allo svenimento e poi…

… si scoppiano i petardi!!!

  Che bel Capodanno!

Ari. V. 5^ A


 
 

 

Una bella fiaba della mia terra di origine: l’Ecuador

La bambina e il condor

C’era una volta, tra le ripide pieghe delle Ande, una bambina. Come ormai faceva da molti anni, un giorno portò le sue pecore a pascolare insieme al suo fedelissimo cagnolino, che sempre l’accompagnava. Mentre era intenta a controllare che nessun membro del suo gregge si allontanasse troppo o si perdesse, atterrò al suo fianco un condor dalle grandi ali. L’uccello le si avvicinò e le disse: “Buongiorno piccola, che graziosa che sei…..”, e proseguì ” perché non giochiamo un po’ insieme? Io posso portarti con me”.

La fanciulla, dopo aver riflettuto alcuni secondi, rispose: “Salve signor condor, mi piacerebbe giocare con te, ma non credo che tu possa portarmi, sai, sono molto pesante”. Il condor allora, per dimostrare di quanto era capace, afferrò un agnello con i suoi possenti artigli sollevandolo da terra senza grande difficoltà. E di nuovo rivolgendosi alla bambina, gonfio di soddisfazione: “Come vedi piccolina, sono un animale più forte di quello che pensi!”.

La bambina, affascinata dalla dimostrazione, si lasciò convincere e cominciò a giocare col condor, che di tanto in tanto la afferrava per le braccia e la trasportava verso la vetta della montagna, sempre più su. Passò il pomeriggio e la sera discese sulle montagne come un lenzuolo scuro e leggero. Il cagnolino, stanco d’aspettare al pascolo la sua padrona, tornò da solo a casa guidando il gregge. Quando arrivò, la madre della bambina, preoccupatissima, chiese ragione al cane di tanto ritardo, e del perché sua figlia ancora non tornava. L’animale cominciò ad abbaiare in direzione della cima della montagna e la mamma capì quel che era successo. Una grande disperazione la invase, e cominciò a piangere.

In quel momento, attratto dai lamenti, s’avvicinò un ninaguro (una specie di lucciola), che cercò di consolare la donna. Dopo averla ascoltata, le disse: “Non ti preoccupare, io ti aiuterò a recuperare tua figlia, devi solo ascoltarmi. Adesso prendi con te un po’ di liquore, delle patate, galline, un cuy (un porcellino d’india), una corda, un’ascia e seguimi”, disse il ninaguro. La donna obbedì e i due si misero in cammino verso la cima della montagna. Attraversarono insieme burroni e scarpate da brivido, valli e lagune, fino a giungere al nido del condor.

Quando arrivarono, così come il ninaguro aveva indicato, la donna si comportò in maniera molto gentile con il condor. “Ti saluto, mio buon genero, gli disse, sono venuta perché voglio che tu ti sposi con mia figlia. Però, prima, come conviene alle grandi occasioni, bisogna fare una grande festa”. Il condor, un po’ stupefatto ma emozionatissimo per le parole che ascoltava, iniziò subito a danzare bevendo i liquori che gli avevano portato. Per tutta la notte, il grande rapace bevve fino ad ubriacarsi. Fu allora che approfittando della situazione, la donna prese l’ascia e uccise l’animale, liberando finalmente la bambina.

Quando l’alba accarezzava di sguincio il paesaggio, la donna e sua figlia, sempre scortati dal ninaguro, ripresero la via di casa, dove il cagnolino li aveva aspettati sveglio e ansioso per tutta la notte. Durante la sua permanenza nel nido del condor, la bambina s’era quasi completamente trasformata in uccello. Ci mise un intera settimana a perder le penne!

Favola scelta da Ari. 5°A

LA NIGERIA

Scoprire le proprie radici vuol dire conoscere ed io ho voluto saperne di più sulla Nigeria.

La Nigeria è lo stato più popolato dell’Africa e si trova nella zona Occidentale.

Confina con il Benin a ovest, il Ciad e il Camerun a est, il Niger a nord e il Golfo di Guinea, sull’Oceano Atlantico.

La sua capitale è Abuja e il suo nome deriva dal fiume Niger, che la attraversa.

È una Repubblica Federale e la sua bandiera è composta da tre bande verticali di uguali dimensioni, bianca quella centrale e verdi le due laterali.

LA GEOGRAFIA DELLA NIGERIA

Il paesaggio nigeriano è molto vario: le splendide spiagge del Golfo di Guinea lasciano il passo alle foreste tropicali del Nord. La savana segue il corso dei fiumi Niger e Benue.
Nei pressi di Jos un altopiano di circa 1.200 metri sul livello del mare si allunga verso la parte settentrionale del paese. Là, la savana si trasforma in deserto.
La parte Est della Nigeria è invece montagnosa con temperature moderatamente basse e cime che raggiungono i 2.000 metri d’altitudine.

IL TURISMO IN NIGERIA

Il richiamo turistico della Nigeria è legato alle sue straordinarie bellezze naturali: colline, cascate, caverne, laghi e montagne che attraversano l’intero paese.

La Nigeria è luogo ideale per chi cerca l’avventura o per chi è stanco della solita vacanza.
Gli amanti della natura si innamoreranno dei parchi del sud e dal delta del Niger e ce ne sono ben otto!

Sono ecosistemi naturali speciali con caratteristiche uniche, ricchi di piante esotiche e animali come leopardi, scimpanzé, gorilla, elefanti, ippopotami, antilopi e leoni.
Gli appassionati di antropologia sceglieranno invece di visitare il museo etnografico di Jos.

CULTURA

Insieme di popoli e di etnie diverse, paese che vanta una storia e una cultura tra le più antiche e complesse del continente africano, la Nigeria è la culla di stupende favole di animali, ma anche fiabe di magia, racconti epici che tramandano la memoria di guerrieri e re del passato, e infine brevi enigmi pieni di senso dell’umorismo.

Eccone una:

I DUE FURBI

Un mercante, conosciuto da tutti per essere molto furbo, prese un cesto e lo riempì di carta, ci mise del sale sopra, e lo dispose talmente bene da far sembrare che il suo paniere fosse pieno di sale.
La stessa idea venne a un altro mercante, che però al posto del sale sistemò dei tessuti colorati.
I due uomini lasciarono i rispettivi villaggi e andarono a vendere i loro prodotti. Quando si incontrarono il primo uomo rimase colpito dai tutti quei tessuti e disse: ” Nel mio villaggio le donne non trovano più tessuti per cucirsi i vestiti”.

E l´altro di rimando: “Nel mio villaggio si mangia sempre insipido”.
Entrambi convinti di fare un ottimo affare, e di truffare l´altro, decisero di scambiarsi i loro cesti.

Quando tornarono ognuno al proprio villaggio, e aprirono i cesti, le urla di disperazione si sentirono da molto lontano.

Marghe 5° A

Favola araba: “Il cammello e la formica”

Questa splendida favola viene in questa sezione consigliata per una lettura volta  a valorizzare la diversità e la sua intrinseca ricchezza, il simbolo di un abbraccio tra popoli e culture diverse. Le fiabe e le favole arabe sono  nate dalla tradizione e suonano come una speranza di una convivenza  tra i diversi popoli.

Una volta un cammello, mentre attraversava la steppa, vide ai suoi piedi nell’erba una minuscola formica. La piccolina trasportava un grosso fuscello, dieci volte più grosso di lei.

Il cammello restò un bel pezzo a guardare come la formica si dava da fare, poi disse:
- Più ti guardo e più ti ammiro. Tu porti sulle spalle, come se niente fosse, un carico dieci volte più grosso di te. lo invece non porto che un sacco, e le ginocchia mi si piegano. Come mai?
- Come mai? – rispose la formica, fermandosi un momento. – Ma è semplice: io lavoro per me stessa, mentre tu lavori per un padrone.
Si rimise il fuscello sulle spalle e riprese il suo cammino.

AMIN 5° A

Il papà di Amin, gentilmente ci ha fornito il testo in arabo, scritto da lui.