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LA CENA DEI POPOLI
Il giorno sabato 8 Maggio abbiamo partecipato alla Cena dei Popoli.
Questa manifestazione si è svolta nell’oratorio di Binago.
La cena è stata organizzata dal don Davide Milanesi, però l’ ” inventore” è Ernesto Olivero il fondatore del SER. MI.G. , SERvizio MIssionario Giovani, l’ arsenale della pace che si trova a Torino.
Hanno partecipato più di 180 persone di Binago e di altri paesi.
Eravamo tutti seduti per terra e gli animatori ci hanno consegnato dei biglietti contenuti dentro dei sacchetti. Su ogni biglietto c’era disegnata una bandiera e il nome della nazione.
Chi aveva il nome sottolineato si alzava e andava a sedersi in un tavolo apparecchiato con eleganza invece quelli con il nome non sottolineato rimanevano seduti per terra.
Ai ricchi venne servita la cena che comprendeva: un piatto di riso, un piatto di salumi, una bottiglietta
d’ acqua e una brocca per ciascuno, invece ai poveri un pugno di riso e l’ acqua se la dovevano prendere da un pentolone.
Elena, la nostra “guida” ha detto:
- BUON APPETITO!!!-.
Tutti i poveri ad un tratto si sono alzati e sono andati verso la tavola dei ricchi per prendere un po’ di cibo.
I ricchi non hanno protestato perchè si saziavano con la metà del cibo e l’ altra metà la davano ai poveri.
Arianna( Albania), Diego( Niger) e Lorenzo(Corea del Nord) erano poveri invece Eleonora ( Danimarca) era ricca.
Alla fine della cena Elena ci ha chiesto che opinione ci eravamo fatti.
Molte pesone hanno risposto alla sua domanda con opinioni diverse.
E’ stata una cena unica al mondo che ci ha fatto riflettere, non siamo gli unici nel mondo a dover stare bene: tutti hanno i nostri diritti!
Eleonora, Diego, Lorenzo, Arianna V^A
Progetto continuità: “Accogliamo i primini”
ACCOGLIAMO I FUTURI “PRIMINI”
Uno dei “Progetti” che caratterizzano il nostro Istituto Comprensivo riguarda momenti di raccordo tra ordini di scuola e noi ragazzi delle classi quinte accogliamo i piccoli che l’anno prossimo inizieranno il lungo percorso della Scuola Primaria.
Per due lunedì, di pomeriggio, faremo loro un pochino da “assistenti angeli custodi”.
Il nostro compito è accoglierli e, raccontando loro una semplice storia, dare questo messaggio:
Amico, non avere paura,
insieme si sta bene,
ci si aiuta
e si riesce ad imparare!
A ricordo di questa esperienza ogni bambino porterà con sé una cartelletta da utilizzare in prima per raccogliere i disegni; è una “bustona” speciale su cui compaiono i protagonisti del racconto “La paura di Plop”che ora andiamo a narrare…
clicca qui per vedere le foto
PRIMA PUNTATA
SECONDA PUNTATA
Lavoro di gruppo 5^A
GLI EFFETTI DEL FUMO
GLI EFFETTI DEL FUMO DI UNA
SIGARETTA SUL NOSTRO
ORGANISMO.
OBIETTIVI
L’ESPERIMENTO CONSISTE NEL RENDERE EVIDENTI GLI EFFETTI DEL FUMO DI UNA SIGARETTA PER CHI FUMA E PER CHI NE VIENE A CONTATTO.
Materiali e strumenti utilizzati.
- Un contenitore cilindrico di materiale plastico lungo 30 cm, della capacità di 1l, con un’ imboccatura del diametro di 1,50 cm, precedentemente sterilizzato.
- Un tubo di vetro lungo circa 20 cm, del diametro di 1,50 cm con l’estremità esterna ridotta, tramite un foglietto di alluminio, in modo da poter contenere una sigaretta.
- Una sigaretta.
- Un batuffolo di cotone idrofilo.
- Un bicchiere di vetro contenente un dito d’acqua.
- Uno spruzzatore.
- Una coltura di acari.
Fasi in cui si è articolato l’esperimento.
- Nel contenitore viene inserito il tubo, in modo che combaci perfettamente; in queste apparecchiature verrà raccolto il fumo della sigaretta.
- Nel tubo è introdotto il batuffolo di cotone idrofilo, fino a farlo fermare nell’ estremità inferiore. Il batuffolo di cotone assorbirà il fumo proveniente dalla sigaretta.
- All’ estremità superiore del tubo si fissa la sigaretta.
- Il contenitore viene premuto fortemente, in modo da espellere gran parte dell’ aria in esso contenuta.
- Viene accesa la sigaretta.
- Mentre la sigaretta si consuma, il contenitore si espande, riprendendo la sua forma originale. Dopo tre minuti la sigaretta, ormai consumata, viene spenta.
- Viene estratto dal tubo il batuffolo di cotone, che è subito immerso nell’ acqua contenuta nel bicchiere. L’ acqua del bicchiere, agitata, assume un colore giallo scuro, indicando la presenza delle sostanze catramose nella sigaretta, che il fumatore accoglie nei suoi polmoni.
- Il liquido così ottenuto viene spruzzato, con lo spruzzatore, sulla coltura di acari. Dopo qualche minuto gran parte degli acari cessano di muoversi, essendo stati uccisi o tramortiti dalla soluzione, a dimostrazione della presenza di sostanze velenose ( in particolare la nicotina ) nella sigaretta.
DURATA
L’ESPERIMENTO E’ DURATO DIECI MINUTI.
CONCLUSIONI
L’OBIETTIVO DI DIMOSTRARE LA
PERICOLOSITA’ DEL FUMO PER
LA SALUTE DELL’UOMO E PER L’AMBIENTE
E’ STATO PIENAMENTE RAGGIUNTO.
CLASSE 5^ B
FESTA DELLA MAMMA
La festa della mamma ha origini antiche, molti secoli fa venivano celebrati riti pagani, che duravano diversi giorni, per festeggiare la rinascita della primavera ed il rifiorire della natura ed erano chiamati i giorni della GRANDE MADRE“, simbolo della fertilità.
Con il passare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in festa, talvolta anche in sagra.
La nascita dell’attuale festa della mamma risale al diciassettesimo secolo e proviene dall’Inghilterra. Cominciò a diffondersi la tradizione del ” Mothering Sunday” che coincideva con la quarta domenica di Quaresima. In occasione di tali festeggiamenti venivano regalate rose rosse alle mamme e preparato il tipico dolce “Mothering cake“ a base di frutta.
Solamente nei primi anni del 1900 questa usanza arrivò in America.
Nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista, pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di istituire il Mother’s Day, come momento di riflessione contro la guerra.
Nel 1914 il presidente Wilson fissò, con la delibera del Congresso, la data dei festeggiamenti alla seconda domenica di maggio. Si è poi diffusa in molti Paesi del mondo, tra cui l’Italia.
Perchè non regalare un
fiore alla tua mamma?
Le rose, sono i fiori più indicati, crescono nel mese di maggio, e grazie alla varietà di colori esistenti puoi scegliere quello che più si adatta al carattere della tua mamma…
ECCO UNA BREVE GUIDA PER NON SBAGLIARE:
ARANCIONE: esprime esuberanza ed è ideale per le mamme attive e dinamiche;
BLU E VIOLETTO: sono strettamente legati all’ inconscio e al misticismo: perfetti per le madri creative;
ROSSO: è il simbolo dell’amore e della gioia di vivere, è ideale per le mamme forti, dolci e amorevoli;
GIALLO: simboleggia la genuinità e l’amore per la natura, è quindi adatto a mamme serene e allegre;
BIANCO: è il simbolo della riservatezza e della lungimiranza: è quindi perfetto per le madri con i piedi per terra;
ROSA E FUCSIA : esprimono femminilità e dolcezza, sono i più adatti alle mamme romantiche e dolci.
CLASSE QUINTA B
9 MAGGIO, FESTA DELLA MAMMA
AUGURI
A TUTTE LE
MAMME,
A QUELLE CHE NON CI SONO PIU’ E A QUELLE CHE OGGI RICEVERANNO GLI AUGURI
A TUTTE QUELLE CHE SONO RIMASTE IN PIEDI TUTTA LA NOTTE TENENDO IN BRACCIO I LORO BIMBI,
A QUELLE MAMME CHE ALLARGANO SEMPRE LE BRACCIA PER CHIUDERLE ATTORNO AI LORO “PULCINI”,
A QUELLE CHE FRA POCO LO DIVENTERANNO…
…E A QUELLE CHE FORSE NON LO SARANNO MAI, MA CHE NEL LORO ANIMO, MAMME, LO SONO GIA’
AUGURI
ALLE MAMME, CHE SANNO SEMPRE PERDONARE,
E CHE DI ESSERE MAMME NON CESSERANNO MAI.
AUGURI… MAMMA!!!
Incidente alla curva verso Monello.
Un giorno di fine gennaio alle ore 14.32
uscendo da casa e ho sentito un forte rumore,
allora sono corso a vedere cosa fosse successo.
Purtroppo, ho visto il mio primo incidente : un ragazzo a bordo di una Mercedes Benz si
era scontrato con una Fiat Panda con a bordo un altro ragazzo.
Subito mio padre ha soccorso i due giovani che non riuscivano ad uscire dalle loro auto.
Ma purtoppo riuscì a far uscire dalla macchina solo un ragazzo.
Quando è arrivata l’ambulanza, li ha portati al pronto soccorso e noi non dovemmo più
proccuparci di loro perchè erano al sicuro all’ospedale.
Spero che non sia successo niente di grave, perchè sembrava avessero soltanto qualche lacerazione.
Mi auguro di non assistere più a nessun altro incidente, perchè mi sono veramente preoccupato !
Alex L. 5°B
LO SFRUTTAMENTO MINORILE
Lo sfruttamento minorile
Nel mondo ci sono più di 250 milioni di bambini che vengono sfruttati . Questo avviene non solo nei paesi in via di sviluppo come Asia , Africa e America Latina, ma anche nelle zone più povere dei paesi come Stati Uniti e gli stati d’ Europa .
E’ difficile però avere dei dati certi sul lavoro minorile perchè i padroni non vogliono fare scoprire la loro identità .
I padroni assumono i bambini perchè sono adatti per certi lavori, ma soprattutto perchè non si ribellano e non scioperano .
I bambini sono costretti a fare molti lavori . A causa della povertà lavorano molte ore consecutive nelle piantagioni di caffè e di tabacco .
Vengono sfruttati nelle cave , nelle miniere e nelle fabbriche dove stanno a contatto con materiali chimici e macchinari pericolosi .
Tra le forme di sfruttamento peggiori , c’è il lavoro di strada , i bambini vengono mandati a elemosinare , a raccogliere rifiuti o a lavare i vetri delle auto.
Sono milioni i bambini che lavorano duramente nelle abitazioni private .
I bambini sfruttati come servi domestici , subiscono maltrattamenti fisici e sono sovraccaricati di lavoro .
I bambini che vengono arruolati nell’ esercito svolgono i lavori più ingrati come mettere e togliere le mine anti uomo rischiando di rimanere mutilati o di perdere la vita .
Centinaia di bambini sono coinvolti nei conflitti armati come combattenti , corrieri , portatori , cuochi per gli eserciti e i gruppi armati e sono costretti a subire atrocità orribili .
I bambini che lavorano non hanno il diritto di andare a scuola , di giocare e di riposarsi .
Senza scuola non c’è futuro , nè per un bambino
nè per il suo paese…
A difesa dei diritti dei bambini
interviene l’ UNICEF .
Per migliorare le condizioni di vita
in tutto il mondo .
L’UNICEF
L’ UNICEF si occupa dei problemi relativi alla maternità e all’ infanzia di tutto il mondo .
Ha cura specialmente dei bambini di quei Paesi dove la fame o la guerra pongono in pericolo la loro sopravvivenza, ma si occupa anche della loro salute , della loro educazione e del loro benessere.
Venne fondato nel 1946 e la sua sigla significa esattamente United Nations International Children Emergency Found ( = Fondo Internazionale di Emergenza per l’ infanzia delle Nazioni Unite ).
Nel periodo tra il 1946 e il 1953 fu presente in vari paesi europei , con moltissimi interventi a difesa dei bambini .
L’ UNICEF aiutò l’ Italia del dopoguerra fornendo scarpe e vestiario , ma soprattutto costruendo centrali del latte e fornendo incubatrici ai reparti pediatrici di molti ospedali , ricostruendo scuole .
Nel 1965 l’ UNICEF riceve il PREMIO NOBEL per la pace .
Nel 1989 viene approvata la Convenzione sui Diritti dell’ Infanzia , nella quale si stabilisce che l’ UNICEF sia parte in causa per garantire il rispetto dei diritti dei bambini di tutto il mondo.
Nel 2000 tutti i paesi del mondo riuniti in un ‘assemblea generale hanno fissato una serie di importantissimi traguardi per ridurre le disparità del mondo in termini di salute , alimentazione , accesso alle cure mediche e rispetto dei diritti umani .
CHE COSA FA L’ UNICEF ?
L’UNICEF CERCA DI AIUTARE I PAESI PIU’ POVERI A DIFENDERE LA VITA DEI LORO BAMBINI . PERCHE’ I BAMBINI SONO IL FUTURO DI UN PAESE , LA RISORSA PIU’ IMPORTANTE…Dalla Convenzione sui Diritti dell’ Infanzia .
SARA 5^B
PRESENTAZIONE A CURA DI AURORA
CLICCA QUI PER LA PRESENTAZIONE
LA LILT
La Lega nazionale per la lotta contro i tumori è un ente pubblico su base associativa.
Opera sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, sotto la vigilanza del presidente del Ministro della Salute e si articola in comitati regionali di coordinamento.Opera senza fini di lucro e ha come compito istituzionale primario la prevenzione oncologica.
Persegue le proprie finalità sul territorio nazionale attraverso le 103 sezioni provinciali,389 ambulatori dislocati su tutto il territorio nazionale e oltre 20 mila volontari.
NICOLO’ 5^A
…GITA A COMO…
LO ZAMPINO DI GIULIO CESARE
Il vero artefice e fondatore
ex novo della colonia latina di Novum Comum è da tutte le fonti considerato Gaio Giulio Cesare.
Nel 59 a.C. con l’obiettivo di rafforzare Como ed il Lario, entrambi di importanza strategica quale via di comunicazione con i passi alpini verso l’Europa centrale, ed autorizzato da una legge che gli conferiva il potere di proconsole, Cesare fonda, nell’area dove è ubicata ora la città, Novum Comum circondandola di mura e vi fa giungere 5.000 coloni tra cui 500 Greci.
Nel 49 a.C. Novum Comum acquisisce la cittadinanza romana e da colonia latina diventa municipio della repubblica romana: i Comensi hanno gli stessi diritti riservati ai cittadini di Roma.
MaFi
grafica: ELE – DANI – ScaVinc



